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Auto e uomini alla prova

Toyota al Rally Dakar

Per molte persone, perdersi e restare completamente sole nel deserto sarebbe un incubo.
Ma per un appassionato motociclista come Thierry Sabine, quei momenti di isolamento durante il rally Abidjan-Nizza nel 1977 furono un'ispirazione.

Il 28 dicembre dell'anno successivo, la sua idea di avventura nel deserto divenne realtà segnando l'inizio di una gara che si sarebbe disputata per più di 30 anni, nata quasi per gioco, come una sfida tra dilettanti appassionati ad attraversare il deserto del Sahara, e trasformatasi nel più impegnativo dei rally. Il Rally Dakar.

Le origini

Fino al 2009, la gara era conosciuta come Parigi-Dakar perché si apriva a Parigi e si concludeva a Dakar, nell'Africa occidentale, dopo una serie di durissime tappe in un ambiente ostile come il deserto del Sahara.

Il rally incontrò sempre molte difficoltà, soprattutto quando si trattava di attraversare paesi africani politicamente instabili. Nel 2009 la gara dovette così cambiare continente e ora si disputa esclusivamente nel Sud America.

Per l'edizione 2015, i concorrenti dovranno affrontare un viaggio epico tra Argentina, Bolivia e Cile: oltre 8.000 km di aridi deserti, caldo torrido e montagne e soprattutto un ritmo incessante, con tratti da percorrere a velocità che sfiorano i 180 km/h.

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Toyota è all'altezza della sfida

Sin dall'inizio, nel 1979, Toyota è stata protagonista di spicco nel mondo dei rally, ottenendo grandi successi. Il primo anno, partecipò come dilettante a una gara nella quale solo 74 concorrenti giunsero al traguardo, 13 dei quali a bordo di una Toyota.

Gareggiando in entrambe le categorie quattro ruote – Produzione per veicoli di serie non convertiti e Super Produzione, per veicoli da corsa e convertiti – i veicoli Toyota sono molto popolari presso i concorrenti, soprattutto modelli come Land Cruiser e 4Runner/Hilux, apprezzati per la loro robustezza, facilità di manutenzione e affidabilità.

Il numero più elevato di iscritti venne registrato nel 1991, nella 13a edizione del rally, con 34 veicoli Toyota su 129. Un risultato surclassato nel 2002, quando quasi la metà dei concorrenti che riuscirono a tagliare il traguardo guidavano una Toyota, a dimostrazione della mitica affidabilità del marchio.

Le otto vittorie consecutive ottenute da Toyota nella categoria Produzione a partire dal 2005, dimostrano inoltre che le ore dedicate al collaudo e allo sviluppo delle auto Toyota di serie consentono di ottenere splendidi successi nel rally più impegnativo del mondo.

Dal 4 gennaio, concorrenti di 50 paesi stanno partecipando al Rally 2015 e Toyota è presente in entrambe le categorie. Gli Hilux della squadra sudafricana Toyota Imperial e del team belga Toyota Overdrive si stanno impegnando per andare oltre il 4o e il 7o posto ottenuti rispettivamente nella classifica generale dello scorso anno.

Auguriamo buona fortuna ai team Toyota partecipanti e invitiamo tutti a seguire l'andamento della gara, insieme ai due milioni di persone schierati lungo il percorso, con gli aggiornamenti sul rally riportati alla pagina web ms.toyota.co.jp/en/dakar/.

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Aggiornamenti dal Rally Dakar
La prima settimana

I partecipanti al Rally Dakar 2014 hanno concluso la prima estenuante settimana del rally più duro del mondo.

Con sei giorni di gare all'attivo, le auto sopravvissute alle pesantissime condizioni del terreno possono godere una giornata di meritato riposo, prima di riprendere la corsa domenica, dirette al confine con la Bolivia.

I tifosi Toyota hanno gli occhi puntati sulla squadra sudafricana Toyota Imperial, che partecipa alla gara con grande ottimismo dopo il podio conquistato l'anno precedente. Al volante della prima Hilux del team Imperial siede il vincitore della Dakar 2009 Giniel De Villiers, che, affiancato dal navigatore e copilota Dirk von Zitzewitz, sfida i compagni di squadra Leeroy Poulter e Robert Howie, a bordo della seconda Hilux – due delle 45 vetture Toyota iscritte.

Il primo giorno prevede una tappa su strada di 400 km, ma per la prima Toyota l'emozione suscitata dalle migliaia di tifosi lungo il percorso a incitare i concorrenti si spegne dopo soli 30 km: Giniel e Dirk hanno un problema al servosterzo che li costringe a fermarsi per aggiungere olio. La sosta costa loro 16 minuti di ritardo e una deludente ventisettesima posizione al termine della prima tappa. La Hilux della seconda squadra conclude invece in nona posizione, un ottimo inizio per Leeroy e Robert.

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La seconda tappa richiede alle squadre di affrontare condizioni molto diverse tra loro. Le auto e le squadre devono percorrere ad alta velocità terreni argillosi e rocciosi a più di 2.000 metri sul livello del mare, attorno alle catene montuose Nevado e Payün, le cui cime superano i 3.800 metri. Fortunatamente è una giornata molto migliore della precedente per Giniel e Dirk: oltre a recuperare tempo prezioso riescono infatti a raggiungere la sesta posizione in classifica, con una media di 109 km/h per oltre 400 chilometri. Giniel descrive così l'umore della squadra: "siamo di nuovo in gara!"

Per la squadra sudafricana il terzo giorno inizia con un rinnovato ottimismo. Molte cose possono cambiare in una competizione dura come questa, ma vale la pena ricordare i soli 17 minuti di ritardo dalla Mini di Stéphane Peterhansel (vincitore di 11 Dakar, comprese le ultime due edizioni) e dagli altri cinque concorrenti più competitivi con vetture Diesel.

La terza è la giornata delle forature. La maggior parte dei team più importanti subisce gli effetti del fondo roccioso che costringe le vetture a fermarsi ripetutamente. A causa di un problema con il cric automatico, la prima Hilux perde 12 minuti nel cambio di due pneumatici, 10 minuti più del normale, e conclude la tappa in tredicesima posizione. La tappa speciale da San Rafael a San Luis è ancora più frustrante per alcuni team rivali, costretti a cambiare addirittura sei pneumatici in una sola giornata.

La nota di rilievo della giornata è lo straordinario terzo posto conquistato dalla seconda Hilux, rientrata così nei primi 10 dopo i problemi incontrati nella seconda giornata. Nonostante le battute di arresto, la prima Hilux Imperial si trova a meno di 30 minuti dal nuovo leader Joan Roma su Mini e con grande ottimismo Giniel commenta: "possiamo ancora giocarcela".

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La tappa successiva, lunga ben 657 chilometri, è però nuovamente deludente per Giniel e Dirk. Il lungo tragitto, che si snoda lungo valli e deserti fino a Chilecito, fa riemergere i problemi al servosterzo registrati il primo giorno. Quattro soste, un rifornimento di olio offerto addirittura dagli spettatori, e i due accumulano 25 minuti di ritardo rispetto al vincitore della tappa, Carlos Sainz. Ma il settimo posto conquistato dimostra che, nonostante i problemi subiti, la Hilox è un'auto incredibilmente veloce.

La quinta tappa è la più lunga del rally. Un epico percorso di 912 km attende i concorrenti, mettendo a dura prova piloti e navigatori! Le squadre devono superare una serie di dune pericolose e trovare un check-point ben nascosto sulla riva di un fiume in secca. Fortunatamente per Giniel, il suo navigatore è in ottima forma e riesce a individuarlo piuttosto facilmente, a differenza di molti altri concorrenti.

Terminare a soli quattro minuti di ritardo dal vincitore (ancora Roma su Mini) è un risultato magnifico, considerando soprattutto le due forature e un problema ai freni, ma Giniel è deluso per non aver ottenuto la vittoria.

Purtroppo si registra un'altra pessima giornata per la seconda Hilux di Leeroy Poulter, trovatosi ad affrontare un problema al cambio che gli costa tre ore di ritardo in attesa di assistenza. A fine giornata i piloti di testa, Sainz e Al-Attiyah, sono penalizzati di un'ora a causa errori di navigazione, il che contribuisce a risollevare il morale della squadra sudafricana Imperial Toyota, che sale così in quinta posizione nella classifica generale.

La sesta giornata inizia in un clima di cordoglio, a causa dei tre incidenti mortali avvenuti nel corso della tappa precedente. Il motociclista Eric Palante, esperto della Dakar, ha perso la vita durante la tappa e poco dopo si è diffusa la notizia della morte di due giornalisti, Daniel Ambrosio e Agustin Mina, a seguito del ribaltamento del veicolo su cui viaggiavano. Porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici di chi ha perso la vita.

Al termine di una giornata di riflessioni, un Giniel più sollevato trae beneficio dalla buona visibilità del tracciato nella tappa Tucman-Salta, che tocca i passi boscosi delle montagne argentine a velocità vicine ai 175 km/h, dopo la sabbia e la polvere con cui ha dovuto combattere nelle tappe precedenti.. Terminare la giornata al quarto posto della classifica generale e a soli 10 minuti dal secondo classificato, il pilota Orlando Terranova, è una notevole soddisfazione per la squadra Imperial, dopo i primi giorni così difficili.

E mentre le squadre si accingono a godere del primo e unico giorno di riposo, a metà gara, la Toyota può dirsi molto incoraggiata dalla presenza di tre Hilux nelle prime dieci posizioni. Oltre a Giniel infatti, anche Marek Debrowski e il compagno di squadra Adam Malysz del team Orlen Toyota hanno scalato la classifica. Dopo una giornata di riposo le squadre sono pronte ad affrontare le insidie della tappa della domenica, la settima.

La tappa si snoda infatti a un'altitudine molto elevata, che mette a dura prova non solo le squadre ma anche i motori, a causa della carenza di ossigeno oltre i 4.000 metri: una situazione che avvantaggia i rivali di Toyota dotati di motori Diesel. Ciò nonostante, la Hilux di Giniel termina la giornata al terzo posto, a causa della penalità subita dal secondo classificato Orlando Terranova. E mentre ci apprestiamo a entrare nell'ultima settimana di gara, sarà affascinante vedere se i team Toyota riusciranno a raggiungere le auto in testa alla classifica e festeggiare la conclusione di un rally memorabile.

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Aggiornamenti dal Rally Dakar
La seconda settimana

Come prevedibile, la prima settimana del Rally Dakar 2014 ha messo duramente alla prova uomini e macchine, che si sono affrontati nelle condizioni più difficili del pianeta.

Per Giniel De Villiers, prima guida Toyota e parte della squadra sudafricana Imperial Toyota, la settimana inizia con problemi tecnici che potrebbero pregiudicare la sua partecipazione al Rally, ma finisce in modo ben diverso, perché Villiers e il navigatore Dirk von Zitzewitz riescono a risalire addirittura in terza posizione nella classifica generale.

La tappa di lunedì, l'ottava, lunga 302 km, vede le squadre superare il confine tra Argentina e Cile e richiede un notevole freddezza. La sfida posta dalle dune che dominano la tappa successiva è fondamentale per portare in testa i piloti di primo piano. A causa delle difficoltà legate alla guida nella sabbia che intasa i motori, la maggior parte delle squadre sceglie un approccio tattico: evitare di concludere l'ottava tappa al primo posto per non partire in testa il giorno successivo.

Giniel conclude la tappa al settimo posto, bloccato alle spalle della Mini del pilota russo Vasilyev, rallentata dalla riduzione di potenza del motore dovuta alla carenza di ossigeno in altitudine. Conserva il terzo posto nella classifica generale, con un vantaggio di poco più di tre minuti sulla Mini di Orlando Terranova, dichiarando di aver vissuto "una giornata che ha richiesto pazienza".

Non c'è da stupirsi che tutti i concorrenti inizino la nona tappa con apprensione. La giornata si conclude con la vittoria della Mini di Stéphane Peterhansel, il veterano della Dakar, che ottiene la seconda vittoria in tre giorni. Come previsto, con le sue dune gigantesche la tappa da Calama a Iquique mette alla prova tutti i team, che cercano di farsi strada tra nuvole di sabbia e sul terreno smosso dalle vetture che li precedono.

Giniel ingaggia una battaglia con Orlando per l'intera giornata, ma purtroppo va incontro a problemi di navigazione e subisce due forature, terminando la giornata in quarta posizione a pari merito e con lo stesso tempo di Nasser Al-Attiyah su Mini

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Ed è ancora la sabbia ad attendere i piloti lungo la decima tappa del mercoledì, 631 km da Iquique a Antofagasta. La notizia del giorno è il ritiro di una leggenda del rally come Carlos Sainz, dopo due incidenti che hanno distrutto la sua buggy, fortunatamente senza gravi conseguenze per il pilota. Grazie alla sua costanza, Giniel chiude la giornata al quarto posto, il migliore pilota tra quelli non a bordo di una Mini.

Un risultato magnifico, considerate le insidiose creste delle dune nella prima metà della giornata e il fesh fesh (sabbia finissima che somiglia al fango) nella seconda. Giniel deve ritenersi fortunato ad aver finito la tappa, avendo dovuto procedere a motore spento in discesa per non finire senza benzina.

Mentre si profilano gli ultimi tre giorni, i più critici per la gara, Mini ordina ai piloti di non ostacolarsi a vicenda e mantenere le posizioni di vertice, per assicurarsi il podio. La decisione arriva dopo il recupero da parte di Peterhansel di gran parte del tempo perduto il giorno precedente nei confronti del compagno di squadra Roma, riducendo lo svantaggio dal leader della corsa a due minuti.

La dura tappa di 605 km nel deserto dell'Atacama sembra essere favorevole alle due Toyota, con Giniel che conclude al terzo posto e Marek Dabrowski, al volante dell'auto della squadra Orlen Toyota, che mantiene il settimo posto in classifica generale. Ma non è stato facile... Giniel subisce tre forature solo in questa tappa, provocate da rocce nascoste dal fesh fesh e dalla dura superficie della pista. La tappa viene vinta da Terranova su Mini con un vantaggio di 12 minuti e Giniel scivola al quinto posto nella classifica generale.

La confusione regna sovrana il venerdì, durante la dodicesima tappa, dato che i presunti ordini di scuderia Mini sembrano essere ignorati. Peterhansel, che apparentemente aveva ricevuto l'ordine di restare alle spalle del compagno di squadra Roma, finisce il penultimo giorno di gara in testa dopo aver attaccato il suo collega su Mini. Con l'ultimo giorno da percorrere sulla sabbia e più di 200 km di pista rocciosa, Giniel taglia il traguardo con più di 6 minuti di vantaggio su Terranova, conquistando così il quarto posto nella classifica di tappa e in quella generale.

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Dopo 12 giorni trascorsi tra dune di sabbia alte decine di metri, strade talmente rocciose da squarciare gli pneumatici e ad altitudini così elevate da far mancare il respiro, il Rally Dakar 2014 giunge al termine.

La tappa finale da La Serena a Valparaíso vede Giniel finalmente vittorioso: un'impresa strabiliante considerando che ha dovuto tenere testa a uno squadrone di undici Mini estremamente competitive. Il Rally viene vinto da Nani Roma su Mini, che ha dominato buona parte della gara e conclude al fianco dei compagni di squadra Peterhansel e Al-Attiyah dopo averli aspettati a 24 km dalla fine per poter tagliare il traguardo in formazione.

Giniel conclude due settimane estenuanti al quarto posto della classifica generale. La squadra è fiera delle sue prestazioni, unico pilota capace di contrastare lo strapotere delle Mini, concludendo sette volte nelle prime cinque posizioni in dieci tappe, e indubbiamente sarà molto motivata a fare ancora meglio negli anni successivi.

Oltre a Giniel, tra i primi 10 si piazza anche Marek Dabrowski, pilota del Toyota Orlen Team che chiude in settima posizione, mentre il compagno di squadra di Giniel, Leeroy Poulter, si piazza in trentatreesima posizione a causa dei problemi incontrati nella prima parte della gara.

Altre ottime notizie per la Toyota vengono dalla categoria delle auto di serie, con il Team Land Cruiser di Toyota Auto Body che conclude la tappa al primo e al secondo posto conquistando la vittoria nella classe. Un'ulteriore conferma della leggendaria robustezza delle Toyota 4x4! Jun Mitsuhashi, pilota della Land Cruiser Toyota n. 345, fa segnare un autentico record per la Dakar, dopo essere passato dalle due alle quattro ruote con Toyota. Ha conquistato due corone in due anni consecutivi, nel 2010 e nel 2011, nella classe dei veicoli di serie non modificati.

Le squadre fanno i bagagli e si apprestano a tornare a casa, ma cominceranno presto a prepararsi per l'anno prossimo e possiamo essere certi che nel 2015 i team Toyota saranno pronti per affrontare un altro epico Rally Dakar.

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