La storia di Prius.

Il piacere di guidare nel nuovo secolo.

Nell’ultimo secolo il motore a combustione interna ha modificato il nostro mondo: da quando permise all’aristocrazia di percorrere i primi, incerti, chilometri, fino alle moderne automobili, affidabili e alla portata di tutti. Purtroppo, l’aumento del numero di automobili e della quantità di combustibili fossili utilizzati ha aumentato il nostro impatto sull’ambiente. Per questo Toyota si diede l’obiettivo di produrre un’auto a basse emissioni: Prius Hybrid, per un futuro più pulito.

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Non c’è da stupirsi se, in un mondo abituato a guidare macchine a benzina e diesel, la rivoluzionaria Prius, alimentata a benzina ed energia elettrica, ha generato un forte entusiasmo. Fino a quel momento, molti produttori avevano provato, per decenni, a sfruttare le due fonti di energia per alimentare le automobili, ma senza successo. Nel 1997, infine, Toyota fu la prima a riuscire a vincere le molte sfide ingegneristiche presentate dal progetto e a lanciare Prius, la prima automobile ibrida per il mercato di massa.

Pronta per il XXI secolo


Il design dell’innovativo modello di prima generazione fu ideato per distinguersi, una formula utilizzata anche nei modelli successivi. Lo studio californiano che progettò il design diede a questa nostra automobile ecologica un aspetto inconfondibile: un profilo aerodinamico, il tetto curvo, fiancate scanalate e un coefficiente di resistenza aerodinamica pari a 0.29.

Sotto la carrozzeria di una piccola berlina, si nascondeva un esclusivo sistema ibrido, che combinava un motore a benzina VVT-i da 1,5 litri e un motore elettrico. Questo pacchetto integrato era combinato a sua volta con un generatore e una potente batteria al nichel-idruro di metallo, collocati in posizione discreta dietro ai sedili posteriori.

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Il sistema ibrido di Prius offriva un’ampia gamma di soluzioni per il risparmio di carburante: dalla gestione intelligente dell’energia del motore a benzina e del motore elettrico per adattarsi alle condizioni di guida, allo spegnimento automatico ad auto ferma. Il vero capolavoro della nuova automobile era però il sistema di frenata rigenerativa. L’energia cinetica, che prima si sarebbe trasformata in calore sprecandosi, è catturata e trasformata in elettricità per ricaricare la batteria, uno straordinario sistema di “riciclaggio” in movimento.

Un’esperienza elettrizzante


La nuova tecnologia si traduceva, per gli automobilisti, in un’esperienza di guida unica e piacevole. Alle basse velocità, si poteva guidare in città godendosi la calma e la silenziosità garantite dal motore elettrico; aumentando la velocità, entrava in gioco il motore a benzina, rassicurante, con la semplicità e l’intuitività di un’automobile convenzionale.

Le prestazioni erano quindi del tutto paragonabili a quelle delle altre automobili a benzina contemporanee e, in molti casi, l’efficienza del carburante raddoppiava, mentre l’emissione di CO2 si dimezzava, un risultato che andava ben oltre l’obiettivo originale.

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Sedersi nell’abitacolo dava la sensazione di vivere un’esperienza avveniristica. Il quadro strumenti, che conteneva informazioni importanti, tra cui la velocità e le spie di segnalazione, era collocato centralmente, a portata di sguardo, sul cruscotto. Al di sotto, si trovava un display a LED con i consumi di energia, che permetteva un monitoraggio innovativo dell’uso di energia elettrica e carburante nonché della ricarica del sistema ibrido.

Gli slogan pubblicitari del tempo acclamavano Prius come “precursore delle automobili a combustibile fossile del XXI secolo”, previsioni che si rivelarono poi corrette. Nel 2000, cominciarono le esportazioni dal Giappone: gli americani più sensibili alle questioni ambientali si affezionarono a Prius e al suo carattere innovativo. Non mancarono alcuni volti celebri che, associando la loro immagine a quella dell’auto, la portarono alla ribalta.

Il mondo aspettava con il fiato sospeso di vedere se Toyota sarebbe riuscita a migliorare ulteriormente un’idea già tanto innovativa.

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Compagna di una nuova era


Nel 2003, era giunto ormai il momento di svelare il nuovo modello: il mondo aspettava con il fiato sospeso, per capire se Toyota sarebbe riuscita a migliorare ulteriormente un’idea già tanto innovativa. Per gli ingegneri, fu al contempo una sfida appassionante e un’incredibile opportunità. La casa automobilistica era già nota per la sua sensibilità ecologica: il loro compito era dunque quello di accrescere l’appeal di Prius, migliorando le sue credenziali ambientali, le prestazioni e l’efficienza nel consumo di carburante.

L’unico modo per riuscire nell’impresa era ripartire da zero, progettando innanzitutto un sistema ibrido più avanzato, di seconda generazione, accompagnato da ben 530 nuovi brevetti.

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Come sperato, il nuovo sistema, conosciuto con il nome di Hybrid Synergy Drive (HSD), portò molti cambiamenti: miglioramenti al motore e al pacco batterie e un motore elettrico con una potenza superiore del 50%. Prius divenne così non solo più veloce e reattiva, ma allo stesso tempo più economica, grazie all‘efficienza del carburante. In più fu aumentata la percorrenza in modalità elettrica (2 chilometri) e ridotte le emissioni di CO2 (104 g/km).
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La carrozzeria della berlina fu rimpiazzata da una scocca più lunga, ampia e aerodinamica (che raggiunse il mirabolante valore di resistenza aerodinamica di 0.26) e molto più resistente. Con le sue 5 stelle EuroNCAP al crash-test, Prius ottenne il punteggio migliore della propria categoria.
Un tour de force tecnico


Prius non ha solo permesso a Toyota di esibire il suo primato mondiale in materia ambientale, ma si è distinta anche per le innovazioni tecniche, che ancora oggi la contraddistinguono.

Alcuni dei sistemi più acclamati furono veri e propri precursori tecnologici: il primo sistema di assistenza al parcheggio (IPA), progettato per parcheggiare con maggiore sicurezza, il sistema di controllo della stabilità del veicolo con controllo di trazione (S-VSC), un sistema di sicurezza avanzato che combina il controllo del servosterzo e dei sistemi antislittamento, il sistema di condizionamento elettrico che rimane acceso anche quando il motore, al minimo, si spegne.

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Nell’abitacolo, una famiglia di cinque persone poteva trovare uno spazio ancora più confortevole. Il quadro strumenti centrale era più ampio e comprendeva adesso uno schermo multimediale a colori, che occupava una posizione centrale nella plancia dal design futuristico. I vari modelli della gamma furono equipaggiati con dispositivi difficili da trovare persino in automobili di categoria superiore o di lusso: cruise control, sistema audio di alta qualità, navigatore satellitare, sistema Bluetooth® e telecamera posteriore. I proprietari potevano ben dire di aver raggiunto il nirvana automobilistico.

Durante i cinque anni di vendite della Prius di seconda generazione divenne evidente che la tecnologia ibrida Toyota era destinata a lasciare il segno. Grazie ai questionari di customer satisfaction somministrati da JD Power in tutto il mondo, fu chiaro che i grafici delle vendite in aumento erano accompagnati da una reale soddisfazione dei clienti, i quali apprezzavano l’esperienza di guida delle ibride Toyota.

Gli ordini del primo mese sbaragliarono qualsiasi proiezione, raggiungendo la cifra incredibile di 180.000 automobili (rispetto a un obiettivo di 10.000 unità), mentre la lista di attesa si allungava e raggiungeva i sette mesi.

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Più che fuoriclasse


Nel 2009, scese in pista la terza serie della Prius. Gli ordini del primo mese sbaragliarono qualsiasi proiezione, raggiungendo la cifra incredibile di 180.000 automobili (rispetto a un obiettivo di 10.000 unità), mentre la lista di attesa si allungava e raggiungeva i sette mesi. La nuova auto entrò nell’immaginario delle persone; inutile dire che gli eco-incentivi promossi dai governi, nello stesso anno, non ostacolarono di certo le vendite.


La linea dell’auto rimase pressoché simile: le curve sinuose della seconda generazione sparirono per lasciare spazio a un nuovo design, linee dure e superfici spigolose, il look con cui l’ibrida più venduta al mondo sarebbe stata lanciata nel nuovo decennio.

Nemmeno gli ingegneri rimasero seduti sugli allori: sotto la carrozzeria, l’automobile fu messa a punto in ogni aspetto, fu perfezionata e migliorata. Per una maggior efficienza del carburante alle alte velocità e della coppia nella marcia a bassa velocità (trazione e risposta), la cilindrata del motore raggiunse i 1,8 litri, mentre il 90% delle componenti del sistema Hybrid erano nuove, con risparmio di peso e spazio.

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Non era la prima volta che una nuova Prius dimostrava alcuni dettagli genuinamente innovativi. Nel cofano, la prima pompa elettrica ad acqua Toyota e il sistema di ricircolo dei gas di scarico (EGR) permisero di ridurre la frizione interna al motore, riducendo il consumo di carburante; gli amanti della tecnologia si innamorarono dei pannelli solari presenti sul tetto, che riducevano il riscaldamento dell’abitacolo quando l’auto era in sosta, attivando il sistema di condizionamento Prius – una trovata ingegnosa!
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Il consumo di elettricità fu abbattuto del 30% grazie all’uso d’illuminazione a LED in tutta la vettura; Prius fu inoltre la prima auto a utilizzare lo stampaggio a iniezione di bioplastiche derivate da materiali vegetali e non dal petrolio per la costruzione della vettura, un contributo ai nostri continui sforzi per ridurre le emissioni e promuovere l’eco-sostenibilità.
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La famiglia Prius si allarga Nel 2012, la famiglia Prius cresce e raggiunge i tre modelli, con l’aggiunta di due nuove versioni: Prius+ e Prius Plug-in. Grazie alle batterie agli ioni di litio di maggiore potenza, nel nuovo capitolo della sua storia, Prius ha cercato di allargare il proprio pubblico, permettendo a più persone di apprezzare le qualità uniche dell’ibrido Toyota.
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Prius-Plug-In Dal punto di vista estetico, Prius-Plug-In è modellata sulla sorella maggiore; la novità è che le batterie sono in grado di caricarsi grazie a una fonte esterna, non solo grazie al sistema ibrido. Plug-In è la soluzione ideale per chi desidera godersi tragitti più lunghi utilizzando solo la modalità elettrica, senza la preoccupazione di finire la carica della batteria.

Le batterie, più grandi, permettono di percorrere fino a 25 km in modalità elettrica EV (modalità che consente di circolare con il motore elettrico fino a 2 km, senza alcun consumo di carburante e con zero emissioni di CO₂), a zero emissioni, alla velocità massima di 80 km/h, senza ansie di autonomia e senza bisogno di cambiare il proprio stile di guida.
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Prius+ Bagagliaio più ampio e posto per sette persone: Prius+ si presenta anch’essa con un look familiare, ma con un design più affusolato, con il retro squadrato e qualche piccola differenza di stile. Perfetta per le famiglie che hanno voglia di crescere, che hanno bisogno di spazio e che non sono disposte a rinunciare alle credenziali ambientali, Prius+ è stata un’apprezzata aggiunta alla gamma. Soprattutto, il peso extra non ha influito sulle sue prestazioni, perché la potenza delle batterie le permette di tenere il passo con gli altri modelli.

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