Il Giro che Vorrei

Il viaggio alla scoperta della corsa ciclistica più prestigiosa del nostro Paese.

In attesa dell’evento, spostato ad ottobre 2020, preparati a rivivere la storia e le curiosità legate alle tappe più significative del Giro d’Italia attraverso il racconto di Giovanni Bruno, voce autorevole e inconfondibile del giornalismo sportivo italiano.

Dall’Ungheria, con la partenza nella piazza che ha fatto la storia, passando per la Sicilia, il cui ingresso è vigilato da Scilla e Cariddi. Fino ad arrivare ai tapponi alpini e dolomitici, dove ancora echeggiano le imprese dei grandi delle due ruote.

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Tappa 1

Tutto inizia a Budapest con una partenza impressionante: le due ruote corrono sull’asfalto ungherese da Piazzale degli Eroi, patrimonio mondiale dell’UNESCO, una spianata voluta dagli Asburgo per celebrare la magnificenza di un grande impero. Scopri la storia che si intreccia con l’attualità del Giro d’Italia, che dopo 3 giorni riparte per affrontare nuove strade.




Tappa 2

Ecco la Sicilia, appena la vedi pensi alla sua immensa storia che affonda le radici agli inizi della mitologia. Qui ricomincia l’Italico giro, Monreale-Agrigento, 136 km: un correre attraverso l’isola del sole che tiene in sospeso i cuori di milioni di appassionati per poi attraversare lo stretto e risalire lo stivale. Questa è la forza delle due ruote che nella storia hanno sempre unito il Sud al Nord e il Nord al Sud.




Tappa 3

Sia chi corre, sia chi guarda deve anche conoscere il territorio che si sta attraversando e la sua storia. Ora siamo nel centro Italia, nel Cesenatico: posizione molto ambita in passato e ricca di storie legate a personaggi illustri, come Da Vinci per lo studio di un canale di navigazione e, in tempi più recenti e per altre discipline, Marco Pantani. Siamo nella casa di una leggenda.




Tappa 4

Alza gli occhi al cielo e se vedi il nostro tricolore dipinto tra le nuvole vuol dire che siamo nella base di Rivolto, in Friuli vicino Udine. Qui per la prima volta 60 anni fa si formarono le Frecce Tricolori e sempre per la prima volta nel 2009 i corridori passarono direttamente sulla pista accarezzando la storia della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Questa, è la “prima volta” che un vero appassionato delle due ruote non dimenticherà mai.




Tappa 5

Partenza a Udine e arrivo a San Daniele, luogo d’origine del celebre prosciutto. In mezzo: 228 chilometri, per la tappa più lunga del Giro numero 103. Una narrazione serrata, che abbraccia oltre cento anni di storia. Dalla fuga più lunga di sempre, edizione del 1914, ai racconti sul maestoso, e terribile, monte Zoncolan.




Tappa 6

Ballare un valzer con la principessa Sissi, partecipare al Trofeo Topolino, e scalare il monte Bondone, tutto dentro la stessa, magnifica, storia. Tappa piena di riferimenti storici e di sfide leggendarie, tra bufere terribili, eroi senza tempo e sprazzi di memoria di un ciclismo antico, dal sapore mitico ed inconfondibile.




Tappa 7

Un continuo rincorrersi di salite mettono a dura prova le gambe dei corridori. Dopo oltre 150 Km di fatica ecco comparire il gigante più atteso, lo Stelvio, forte dei suoi 48 tornanti e di una memoria storica impressionante. Dal “W Fausto”, dono di Tino Petrelli per il grande Coppi, fino all’arrivo in quota dello storico Giro del 1975.




Tappa 8

Prosegue l’ascesa e i corridori, ormai al lumicino delle forze, affrontano un altro capitolo di storia moderna. Il rapporto tra il Sestriere e lo sport, infatti, ha radici profonde, che affondano tanto nel ciclismo, quanto nello sci, nell’atletica e nell’automobilismo. Tra imprese leggendarie ed edizioni del primo Novecento, trova posto anche il racconto dello scatto più celebre: il passaggio della bottiglia tra Bartali e Coppi.




Tappa 9

Passerella finale per le vie di Milano. Si chiude, dunque, dove tutto ebbe inizio, alle 2 e 53 del mattino del 13 maggio 1909, quando 127 coraggiosi corridori si presentarono al via dell’edizione numero 1. Tutti in Piazzale Loreto, accolti da decine di luminarie per il via della prima tappa. 8 tappe, per quel Giro d’Italia, e a trionfare fu il lombardo Luigi Ganna, dopo 89 ore e 48 minuti di fatica enorme. Il nostro primo eroe.




Speciale Andrea Pusateri

Episodio speciale, oggi a “Il Giro che vorrei”. Giovanni, infatti, incontra l’atleta paralimpico Andrea Pusateri, protagonista di una storia di rinascita e di amore per le due ruote veramente da brividi. Dalle cicatrici dell’incidente che ha stravolto la sua vita, fino alle nuove imprese sportive in agenda, Andrea, soprannominato il diamante, ci porta alla scoperta del suo fantastico mondo.




Speciale Vincenzo Nibali

Lo Squalo di Messina, Vincenzo Nibali, uno dei ciclisti più forti dell’ultimo decennio, è ospite oggi nello studio di Giovanni Bruno per parlare di sport, di storia del Giro e soprattutto del proprio rapporto con la maglia rosa. Un viaggio unico ed esclusivo nella vita del campione siciliano tra ricordi speciali e aspettative per il futuro.

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